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I COLORI DEL MALE

Genere: Thriller

Editore: Lettere Animate

Milo è un ragazzino di undici anni che ha perso la madre da poco.

Durante una vacanza in campagna scopre una cantina abbandonata pieni di oggetti antichi. Affascinato ne sottrae alcuni. Così cominciano i sogni, visioni angoscianti di quanto accaduto a Parigi nel 1873, nella lurida soffitta del pittore André Dubois, il quale, ispirato dal suo modello preferito Coquin Mechant, dipinge lo strazio di bambini mendicanti. La vicenda di questi quadri misteriosi attraverserà più di un secolo, incrociando molti eventi drammatici della nostra storia, provocando morte e disperazione. A Milo, maturato in fretta, toccherà scoprire che il male si serve delle debolezze umane per affermare il suo potere. Un racconto, ricco di colpi di scena, che si definisce attraverso le visioni, a tratti strazianti, dell’ingenuo e tormentato protagonista.

RECENSIONE

Ragazzi ho trovato questo libro semplicemente fantastico… se amate i romanzi di Zafon e i thiller\horror quanto me, non potete assolutamente perdervelo. Fin dalle prime pagine “I colori del male” risulta essere una storia che ti coinvolge e ti appassiona fino alla fine. Tanti sono i personaggi misteriosi che la scrittrice ci fa conoscere ma rimarrete sicuramente incuriositi dal giovane Coquin perchè in qualche modo vi ricorderà Dorian Gray.

Ho trovo avvincente soprattutto i diversi piani narrativi…da una parte abbiamo il lato narrativo del presente raccontata da Milo il nostro protagonista di 11 anni che oltre ad aver perso la mamma recentemente soffre anche la mancanza del padre troppo distratto dal lavoro per occuparsi di lui. C’è il lato narrativo degli incubi di Milo che iniziano dopo aver preso degli oggetti appartenuti in passato ad un pittore e infine abbiamo la narrazione degli eventi passati riguardanti il pittore misterioso, André Dubois. E proprio grazie a questo intreccio tra passato e presente il libro ha un ritmo perfetto.

“Marie si era alzata, in silenzio aveva camminato fino al grande salotto e aveva squarciato col coltello il quadro davanti al quale aveva trovato il ragazzo. Non aveva guardato cosa raffigurasse, non le interessava, per lei era solo la causa della smorfia crudele sul volto del suo tesoro, un ghigno che l’aveva reso irriconoscibile, gli aveva risucchiato il fiato e lasciato la bocca aperta in un urlo muto.
Non si era neppure accorta dei canarini che giacevano stecchiti sul fondo della gabbia.”
 
Insomma non voglio scendere nei particolari perché essendo un thriller breve ho paura di svelarvi troppi dettagli…quindi posso solo dirvi leggetevelo…è un libro che va assolutamente letto e anche il finale vi lascerà sorpresi…

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